martedì 9 ottobre 2018

Amare: istruzioni per l'uso

(Un po' di tempo fa, dopo un fallimento relazionale importante, non sapendo dove sbattere la testa, mi sono imbattuta in una lettera. Volevo imparare ad amare e San Paolo ha lasciato ottimi consigli. Sembrerà banale ma io ci ho creduto, mi sono aggrappata, ho usato la mia caparbietà per seguire alla lettera la lettera. Ovviamente non riesco sempre a vivere come questa lettera, ma l'importante è provare.)
L'amore è paziente, cioè è saper aspettare e ricominciare continuamente. Quando dici ah no mi son stancato, non c'hai pazienza quindi non stai amando. Ciao.
L'amore è benevolo. La benevolenza. La dolcezza. È la dolcezza che sa fidarsi dell'altro. Puoi pure avere ragione ma finché all'altro arriva la pretesa e non la tenerezza quella persona non cambierà mai. Quindi se il tuo amore non è benevolo non è amore, dice san Paolo.
L'amore non è invidioso. Noi dobbiamo combattere l'invidia che è quella che ci fa sentire inferiori agli altri. Se tu ti senti inferiore all'altro e dici guarda io ti amo mi sento cosi poco davanti a te, stai dicendo sono invidioso di te e per questo mi sottometto e sto qui ad amarti. Quella non è umiltà ma frustrazione.
L'amore non si vanta, non si gonfia. Combattere la vanagloria che è il
sentire il bisogno di essere riconosciuti. Tutti devono accorgersi di quello che faccio. Se il tuo amore cerca sempre il grazie, se tu ami per sentirti dire grazie, quello non è amore è commercio.
Combattere la superbia. È il contrario dell'Invidia, cioè ti senti meglio degli altri, al di sopra: ah guarda come siamo bravi noi, come siamo più belli e caritatevoli, guarda meno male che noi non siamo come loro, sono tutte espressioni di superbia. E quando ti accorgi che hai qualcosa davvero in più, affrettati a condividerlo, a dividerlo. Appena ti accorgi che hai un panino più grande degli altri spezzalo subito e condividilo.
L'amore non manca di rispetto, cioè avere sempre cura dell'altro al di là di come si comporta.
L'amore non cerca il proprio interesse, cioè non piegare l'altro sotto il peso delle tue aspettative, ai miei bisogni e ai miei fini. Perché così non si amano le persone, le si usa per i propri scopi
L'amore non si adira. Tu puoi dirti che hai ragione ma se usi l'incavolatura magari pure contro un'altra incavolatura stai usando il male per un bene e non funziona. Il fine non giustifica i mezzi, li specifica: se il fine è buono il mezzo deve essere buono. Sennò sono scorciatoie e furbizie che non producono amore. Quindi impara a non incavolarti, a non alzarti e andartene via e a non offenderti in modo permaloso e capriccioso. Un uomo si può indignare ma nella sua maturità non si offende, si indigna con estrema virilità. Medita. Sta zitto e quando parla per difendersi ha quella lucidità e saggezza tale che risolve qualsiasi controversia ottenendo una creascita anche nell'altra persona.
L'amore non gode mai dell'ingiustizia. Sempre. Non dire ah finalmente ha avuto quello che si meritava. Questa è giustizia. No. La giustizia è non godere mai di queste cose. Anche quando riguarda quelli che si meritano una lezione.
L'amore si compiace della verità, non accetta scorciatoie e semplificazioni. Chi vi dice ti offro la soluzione rapida per questo e quello, vi sta fregando perché l'amore vero è un amore che si carica della fatica dell'amore.
(Se sei arrivato in fondo sicuramente sei curioso, provi a fidarti di quel che ti dico e magari cercherai di usare qualcosa di quel che ho riportato. Anche questo è amore. Grazie.)

lunedì 8 ottobre 2018

La logica dell'amore

La vita spirituale è come una relazione di amore, non è fastfood, cotto e mangiato; si può fare sesso, essere piacevole ma per piacere, non chiamatelo amore.
L'amore corrisponde alla logica della pazienza. Costruire una relazione con qualcuno mette in conto la sofferenza, è faticoso, ci vuole tempo. Si, c'è il fare l'amore con quella persona ma mai pensare che l'amore sia solo quello. C'è bisogno di pazienza, bisogna lavorare su un rapporto. Bisogna sprecare il tempo, si, sprecare, perdere, sperperare. Perché la logica dell'amore non è la logica del guadagno, del vedersi restituire attenzioni per il dovere di farlo. E neanche solo per il piacere. Non è la logica del fare solo ciò che piace per fare in modo di piacere alla persona che amiamo, perché quello sforzo col tempo, stanca, logora, annoia.
La logica dell'amore è creativa perché non fa fare e dire verità per compiacere ma per il gusto e la bellezza di quella verità. Di quella specifica, unica, bellezza. Ed è quella che mai si stanca di cercare se stessa e parte da noi come persone singole e poi si abbraccia con la persona che amiamo. E allora perché amiamo?
Mah, possiamo trovare ragioni, motivi. Ma l'amore non corrisponde a questa logica. Possiamo dire che una persona ci intriga, ci interessa, ha delle qualità che ci piacciono, una fisicità che ci attrae. Ma sai quando è vero dire: la amo? Lo amo? Perché semplicemente non ne abbiamo alcuna idea. Sembra un controsenso ma non lo è. Perché ascoltiamo una voce dal profondo, quella voce che si ostina a tentare ancora con una persona, ad aspettare ancora, a perdonare ancora, ad ascoltare ancora. Ancora una volta, dice quella voce profonda, mentre la testa è satura, orgogliosa, fredda e dice: basta. L'amore è dire: ancora, nonostante tutto, sebbene, anche se...e tutte quelle cose che assomigliano ad aggrapparsi alla speranza.
Ci sono tante ragioni per amarci e ce ne sono altrettante per odiarci.
Quindi non potrei essere più sincera se non nel dirti: non lo so perché ti amo, ma tu resisti qui dentro, nel profondo. E mi canti la vita. E mi canti te stesso. E io ascolto solo te.

venerdì 5 ottobre 2018

Che nome dai all'amore

Non riesco oggi a trascrivere quel che ho sentito. È tutto così grande per me che ti metto il link, così che, se riuscirai a ritagliarti del tempo, anche poco alla volta, lo ascolterai.
Se proprio ti va di immaginarmi mentre ascolti torna a quando mi guardasti dire: non riesco a dirlo. Io non l'ho mai detto. E senti che infilo le mie dita nei tuoi spazi, il calore dei nostri palmi combaciare, la stretta che ci fa già una sola carne, come gli sposi e come i santi. Non ho mai amato cosi. Tutti gli altri uomini non possono competere con la luce che tu mi rifletti. E guardami piangere commossa dopo la lettura di quella lettera che ascolterai.
Quando la mia vita, questa, finira', io saprò di aver amato te, anche in tutta questa mancanza.
E scusa se lo scrivo, ma è TANTO FORTE E TANTO PRESTO, non so gestirlo, non so dirtelo di persona, ma è reale. Ricordalo quando ci vedremo.
https://youtu.be/nqsGEG0TOd0
https://youtu.be/nqsGEG0TOd0

giovedì 4 ottobre 2018

La stella 🌟 e il cammino

Utile a tutti.
Ma dedicata ad un amico speciale.
Le stelle a cosa servono? Al pescatore che si è perso e guarda il cielo per vedere il nord. Non c'è scritto che farà della sua vita, ma c'è la stella polare che indica la strada per tornare a casa. Bisogna essere pratici, la vita spirituale è una cosa concreta. Non rimane solo nella nostra testa.
Noi ci siamo svegliati questa mattina perché abbiamo una stella che ci ha fatto svegliare, cioè un motivo.
Quando andiamo in crisi? Quando lo perdiamo questo motivo.
Cosa fare? Trovare il coraggio di rientrare in noi stessi. Ma abbiamo paura di farlo perché solitamente accade qualcosa di traumatico e molto spesso sperimentiamo il buio e se proviamo a fare luce, scopriamo il caos che vi abita e tante cose di noi che non ci piacciono. E allora dentro di noi è più un vaso di pandora che un cielo stellato
Mai scoperchiare noi stessi! La maggior parte della vita la viviamo fuori da noi stessi. "Convertirci" cambiare non significa comportarci bene ma significa tornare in noi stessi. Le crisi esterne sono in realtà una mancanza di interiorità e di vita spirituale che non significa snocciolare preghiere e rosari se questi vengono usati come evasione dal reale, significa capire e sperimentare che siamo templi del reale e dentro di noi abita la divinità, l'amore (nel caso di un cristiano, abita Cristo)
E come si fa? La preghiera più difficile per un cristiano è stare dieci minuti in completo silenzio. Dopo solo qualche istante il mondo cerca di invadere la mente. In quel silenzio stai esplorando il buio. (Io l'ho fatto. Gratuitamente, verso dicembre dello scorso anno, una settimana sono andata, vuota, senza alcuna aspettativa, a fare questo tipo di preghiera di fronte a cristo. Ed ecco in quel buio egli ha seminato un desiderio grandissimo e per me inconcepibile: comprare casa. Da sola. Non è che uscendo BAM idea nuova. Tutti gli avvenimenti immediatamente successivi si sono svolti in maniera così rapida nella mia vita che mi hanno portata dopo soli tre mesi, ad abitare una casa tutta mia. E qui ti dico che non solo mi ha fatto un regalo gigante nel momento della preghiera, ma stava già preparando il cammino per me in quel senso quando quel giorno di due mesi prima mi è stato chiesto: come vedi casa tua e come ti vedi tu? Disegna la tua casa. A ripensarci mi vengono le lacrime agli occhi sia perché l'amore e la cura di dio nei confronti della mia vita sono meravigliosi e sempre presenti soprattutto quando non chiedo nulla, sia perché tu, voi, siete stati tramite e strumento meraviglioso di questo mio cambiamento di vita. Vedi quindi quanto siete importanti per me? Vedi perché nessuno è mai abbandonato da dio/padre? Dobbiamo solo permettergli di agire ogni tanto con la sua grazia nella nostra vita)
Se lo fai, rimani fedele una settimana in questo buio, in questo silenzio ed ad un certo punto il silenzio vi rivelerà qualcosa. È come abituare l'occhio al buio che all'inizio senza luce rimani fermo ma poi piano piano l'occhio si abitua e ad una ad una si rivelano le stelle dentro.
Quello che devi fare ora è cominciare seriamente a vagliare queste stelle e capire quali sono i veri desideri e quali i capricci, quali sono le aspettative degli altri. E quando sarai tornato in te stesso capirai che tutti agiamo in funzione di quel desiderio specifico (per es sentirmi amato) e che tutto il giorno diciamo e facciamo cose per realizzare quel desiderio. A quel punto possiamo imparare a gestire questo bisogno oppure farci accecare dalla stella e farla diventare un'ossessione.
Se non impari a scegliere le stelle buone per la tua vita non sarai felice.
E benedette siano tutte le crisi esteriori che ti capitano! Sono benedizioni, occasioni per rientrare dentro te stesso e ricominciare a capire che direzione prendere.
(Coraggio, allora, non sei solo anche se questo è un cammino che devi intraprendere da solo. Ma lungo lo stesso, incontrerai chi ti aiuterà, come è successo a me con te, con voi. E se ti dico io per te ci sono, non dico le solite cazzate. Io già ti vivo come amico. Chiamami, scrivimi, fai come ti pare. Sappi che basta, Miriam, possiamo parlare?)

mercoledì 3 ottobre 2018

Vi riconosceranno da come vi amerete (parte 6)

Nella dinamica dell'amore non dovete immaginare di avere a che fare con un cane buono e tenero, non sempre almeno, ma con un gatto selvatico, bisogna prenderlo alla larga perché sennò si fa danno.
(Allora io sono quel gatto sai e tu sei l'istrice)
Nell'amore non siamo chiamati a salvare nessuno, spesso ci confondiamo e pensiamo che chissà che crociata dobbiamo compiere nella vita dell'altro, ci sbagliamo ovviamente. Noi siamo chiamati ad amare quella bestiolina che il signore ci ha messo a fianco, contro tutte le sue e le nostre interiori resistenze.
(Io mi stupisco quando la gente dice che una coppia non possa stare insieme tutta la vita, con tutto quello che c'è da fare e da amare e da corteggiare con minuzia e creatività e mitezza e pazienza e passione, come cavolo ti annoi? Sai perché? Perché la gente pensa che passione=sesso e amore=emozione. CAZZATE GALATTICHE. Passione è: sono disposto a soffrire pur di volerti bene. Amore è: superare e trascendere, sublimare l'emozione del momento e trasformarlo in un progetto di cura e tenerezza e volontà, giorno per giorno, fisicità e spirito. Vuoi un uomo felice? Hai pensato a dargli la tua fiducia, per la sua stima in se stesso e per la sua virilità? Vuoi una donna felice? Hai pensato a prenderti cura dei suoi pensieri, del suo umore, della sicurezza in se stessa?)
Noi non salviamo nessuno, cristo vi pensa. (Noi siamo chiamati ad amare, che è una sfida gigante, ma è una scalata di sicuro successo.
'More lanciami una corda, legami a te.  questo nodo non va sciolto eh xD)
[Che fatica che si fa, si, perché sei faticoso eh, pure io, non siamo perfetti e immensi, ma piccoli e poveri e imperfetti, ma quando poi si comincia a volare insieme...]

Don't write red light!

Ti guardo venire, le guance rosse, la bocca aperta e l'ultimo pensiero lucido è:  voglio solo riempirla con la mia lingua.

So, baby, I'm not an angel.
I put red lights and red thoughs.
Grab my red hair and...
Are you angry or hungry?
I'm really not an angel
I know my sins
the best is you but I don't know you in this way. Not yet.
What do you want now?
Close your eyes or grab your...red light?

lunedì 1 ottobre 2018

La preghiera nella coppia

(Dato che ti ho chiesto di spogliarti, e che stamani ho ascoltato questo, capirai anche tu come non potevo non condividerlo con te)
Che cos'è la preghiera in una coppia?
Assieme all'affettività, alla corporeità, alla fisicità, la preghiera è quella che ti fa entrare di più nell'intimità con l'altro. Nessuno di noi si spoglia di fronte a chiunque perché questo implica un'intimità. Quando preghi veramente sei vulnerabile e metti in comunione la parte più autentica di te e quando l'hai fatto con qualcun altro il rapporto si fortifica e si diventa più uniti.
(Dai, quante donne e uomini ti hanno chiesto il tuo corpo? Quanti ti hanno spogliato senza toccarti mai nel profondo? Guardati bene dentro perché vuoi essere toccato solo da chi con la sola punta delle dita, riesce a farti piangere e sorridere sfiorandoti il cuore e l'anima, accarezzando i tuoi pensieri. Forse hai smesso di credere che possa accadere davvero ma se smetti di avere fiducia che esista una persona così per te, come farai a trovarla o a riconoscerla se Gesù te la metterà di fronte agli occhi?)
Ora ti chiedo, vuoi pregare con me? Ogni giorno ci daremo appuntamento, con l'anima, coi pensieri. Basterà un ave maria alle 18.00. Non mancare. Io non mi dimentico. Guardami mentre prego con te, inginocchiati insieme davanti a Maria, seduta, che scioglie con costanza e cocciutaggine di madre, tutti i nostri nodi. Si dice: maria che sciogli i nodi, prega per noi.