(Un po' di tempo fa, dopo un fallimento relazionale importante, non sapendo dove sbattere la testa, mi sono imbattuta in una lettera. Volevo imparare ad amare e San Paolo ha lasciato ottimi consigli. Sembrerà banale ma io ci ho creduto, mi sono aggrappata, ho usato la mia caparbietà per seguire alla lettera la lettera. Ovviamente non riesco sempre a vivere come questa lettera, ma l'importante è provare.)
L'amore è paziente, cioè è saper aspettare e ricominciare continuamente. Quando dici ah no mi son stancato, non c'hai pazienza quindi non stai amando. Ciao.
L'amore è benevolo. La benevolenza. La dolcezza. È la dolcezza che sa fidarsi dell'altro. Puoi pure avere ragione ma finché all'altro arriva la pretesa e non la tenerezza quella persona non cambierà mai. Quindi se il tuo amore non è benevolo non è amore, dice san Paolo.
L'amore non è invidioso. Noi dobbiamo combattere l'invidia che è quella che ci fa sentire inferiori agli altri. Se tu ti senti inferiore all'altro e dici guarda io ti amo mi sento cosi poco davanti a te, stai dicendo sono invidioso di te e per questo mi sottometto e sto qui ad amarti. Quella non è umiltà ma frustrazione.
L'amore non si vanta, non si gonfia. Combattere la vanagloria che è il
sentire il bisogno di essere riconosciuti. Tutti devono accorgersi di quello che faccio. Se il tuo amore cerca sempre il grazie, se tu ami per sentirti dire grazie, quello non è amore è commercio.
Combattere la superbia. È il contrario dell'Invidia, cioè ti senti meglio degli altri, al di sopra: ah guarda come siamo bravi noi, come siamo più belli e caritatevoli, guarda meno male che noi non siamo come loro, sono tutte espressioni di superbia. E quando ti accorgi che hai qualcosa davvero in più, affrettati a condividerlo, a dividerlo. Appena ti accorgi che hai un panino più grande degli altri spezzalo subito e condividilo.
L'amore non manca di rispetto, cioè avere sempre cura dell'altro al di là di come si comporta.
L'amore non cerca il proprio interesse, cioè non piegare l'altro sotto il peso delle tue aspettative, ai miei bisogni e ai miei fini. Perché così non si amano le persone, le si usa per i propri scopi
L'amore non si adira. Tu puoi dirti che hai ragione ma se usi l'incavolatura magari pure contro un'altra incavolatura stai usando il male per un bene e non funziona. Il fine non giustifica i mezzi, li specifica: se il fine è buono il mezzo deve essere buono. Sennò sono scorciatoie e furbizie che non producono amore. Quindi impara a non incavolarti, a non alzarti e andartene via e a non offenderti in modo permaloso e capriccioso. Un uomo si può indignare ma nella sua maturità non si offende, si indigna con estrema virilità. Medita. Sta zitto e quando parla per difendersi ha quella lucidità e saggezza tale che risolve qualsiasi controversia ottenendo una creascita anche nell'altra persona.
L'amore non gode mai dell'ingiustizia. Sempre. Non dire ah finalmente ha avuto quello che si meritava. Questa è giustizia. No. La giustizia è non godere mai di queste cose. Anche quando riguarda quelli che si meritano una lezione.
L'amore si compiace della verità, non accetta scorciatoie e semplificazioni. Chi vi dice ti offro la soluzione rapida per questo e quello, vi sta fregando perché l'amore vero è un amore che si carica della fatica dell'amore.
(Se sei arrivato in fondo sicuramente sei curioso, provi a fidarti di quel che ti dico e magari cercherai di usare qualcosa di quel che ho riportato. Anche questo è amore. Grazie.)
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