Detto questo mostrò loro le mani e il costato. È l'esperienza di un amore appassionato che traduce in azione le parole: sono disposto a morire per te. Anzi, sono morto per te e lo rifarei migliaia di volte. Tu quindi puoi dir di aver incontrato l'amore quando incontri qualcuno che ti fa sentire questo: sono disposto a soffrire pur di volerti bene. Guardate son tutti buoni a volerti bene quando non c'è niente da pagare (questa è potentissima come uno schiaffo eh)
Ora. Fai più della memoria. Rileggi queste quattro giornate e dai un nome e un cognome a tutto questo. Identifica il giorno in cui hai sperimentato questo amore, quando il tuo cuore è ridiventato di carne, quando la tua tristezza è divenuta gioia, quando hai sperimentato una persona che ti ha amato gratuitamente, senza la paura che tu potessi farla soffrire. Se ci riesci il giorno, l'ora perfino.
Tieni sempre presente che queste esperienze sono come lampi di luce in lunghe notti però.
(Se ricordi il calore e la forza della mia mano che stringe la tua io sarò un piccolo lampo e tu sarai il mio)
Ora medita queste cose nel tuo cuore, chiedi a Maria di sciogliere i tuoi nodi, anche se non hai fede, anche se non credi in dio, ma ti fidi un pochino del mio affetto, della mia amicizia, del mio amore.
E preparati per domani. Si parlarera' di perdono.
domenica 30 settembre 2018
Vi riconosceranno da come vi amerete (parte 3)
Tu puoi dire di aver incontrato l'amore nella tua vita quando hai incontrato delle parole che hanno acceso in te la logica della felicità. Incontrare l'amore significa incontrare parole che ridanno significato alla tua vita, prendono i frammenti della tua vita e li rimettono insieme.
(Come sono vestita ora? Cosa guardi mentre ti riferisco le cose che ho sentito? Che profumo ha ciò che ti circonda? E che colore ha? Stai sorridendo alla luce del sole o stai aspettando il tramonto? Fa freddo?
Dai una forma alla tua parola, modellala come si fa con la creta. Scolpiscila come si fa col marmo.
Tagliala come si fa col legno.
Contienila come si fa con l'acqua.
Quando l'hai trovata, tienila con cura, quella parola sarà per te e per le persone alle quali vorrai rivelarla, un sinonimo di AMORE.)
(Come sono vestita ora? Cosa guardi mentre ti riferisco le cose che ho sentito? Che profumo ha ciò che ti circonda? E che colore ha? Stai sorridendo alla luce del sole o stai aspettando il tramonto? Fa freddo?
Dai una forma alla tua parola, modellala come si fa con la creta. Scolpiscila come si fa col marmo.
Tagliala come si fa col legno.
Contienila come si fa con l'acqua.
Quando l'hai trovata, tienila con cura, quella parola sarà per te e per le persone alle quali vorrai rivelarla, un sinonimo di AMORE.)
sabato 29 settembre 2018
Vi riconosceranno da come vi amerete (parte 2)
Tu puoi dire di aver incontrato l'amore quando ti senti vivo: ti sentivi come morto e l'incontro con una persona, un amico, una situazione, qualcosa che hai letto o che hai visto, quel qualcosa l'hai toccato e hai avvertito di essere vivo.
Quel qualcosa ti resuscita dal tuo sepolcro. E nessuno può essere così presuntuoso da poter dire che non ha mai provato quei dieci minuti in cui con quella persona etc non si sia sentito rivivere. È così vero che abbiamo fatto questa esperienza così intensa che poi ci diamo dei cretini e cominciamo a convincerci che quella non era la realtà, ma solo una bellissima fantasia e tutto il resto del tempo è la realtà. E invece è l'esatto contrario, quei dieci minuti sono la realtà, quella più autentica.
Il problema quindi qual è?
È che noi non ci sentiamo sempre amati, non ci sentiamo sempre vivi, ma noi lo siamo e siamo sempre amati.
E quando fai quell'esperienza dell'essere vivo, fosse anche per un secondo, sai che non sei fatto per quel sepolcro. Quello NON è il tuo destino. Quel sepolcro è il nostro cuore, pietra indurita dalle delusioni e dalle illusioni. Cuore che si protegge e non vuole più essere ferito. (Ti ricordi la prima volta che ci siamo visti? Manco ti conoscevo e avevo trovato il tuo cuore dentro ad una scatola di legno, ad un certo punto l'ho tirato fuori e te l'ho spinto in petto. Ricordi?)
(Ecco, a me lo ha fatto per primo cristo, ha piano piano trasformato il mio cuore, da pietra a carne viva e lo ha fatto mostrandomi il suo sanguinante e lo ha fatto anche in quel battito che mi hai passato tu quando mi hai abbracciata. E forse lì Cristo ci amava entrambi, non credi? Nel tuo battito e nel mio)
Possiamo dire di aver incontrato l'amore quando quell'incontro ci ha restituito il diritto di sentirci nuovamente umani, di sentire dentro di noi la fragilità di un cuore di carne e di sentire la libertà di cedere le difese alle quali ci aggrappiamo per non soffrire più. Noi incontriamo l'amore e la vita e il Signore ed è la stessa cosa e lo spirito nuovo che nasce non è un illusione perché l'illusione ci racconta frottole comode, no, lo spirito nuovo ti dice che tutto quello che ti è successo o che hai fatto o subito di male c'è stato, si, ma non è tutto lì. Non finisce lì, chiuso in quel sepolcro di sofferenza. Fuori, che poi è la parte più intima di noi, il nostro cuore di carne, c'è molto di più. C'è quell'incontro che ti ha cambiato la vita, che ti ha cambiato l'amore.
Fine parte 2
(Fai memoria. Fai memoria dell'incontro, della pienezza di quell'istante, di quell'abbraccio, fai memoria del bene perché, stai attento, la gabbia è il male che ci vuole tenere legati alle nostre sofferenze, al male che abbiamo subito e quello che abbiamo causato. La lotta spirituale non è facile. Fai memoria del bene. Fai memoria dell'amore. Quello ha sempre l'ultima parola. Quella è la chiave che ti apre la cella. Il male vuol far credere che abbiamo perso la chiave, il bene ci fa vedere che è saldamente nelle nostre mani. Io ho fede in te. Guarda bene quel bene nelle tue mani.)
Quel qualcosa ti resuscita dal tuo sepolcro. E nessuno può essere così presuntuoso da poter dire che non ha mai provato quei dieci minuti in cui con quella persona etc non si sia sentito rivivere. È così vero che abbiamo fatto questa esperienza così intensa che poi ci diamo dei cretini e cominciamo a convincerci che quella non era la realtà, ma solo una bellissima fantasia e tutto il resto del tempo è la realtà. E invece è l'esatto contrario, quei dieci minuti sono la realtà, quella più autentica.
Il problema quindi qual è?
È che noi non ci sentiamo sempre amati, non ci sentiamo sempre vivi, ma noi lo siamo e siamo sempre amati.
E quando fai quell'esperienza dell'essere vivo, fosse anche per un secondo, sai che non sei fatto per quel sepolcro. Quello NON è il tuo destino. Quel sepolcro è il nostro cuore, pietra indurita dalle delusioni e dalle illusioni. Cuore che si protegge e non vuole più essere ferito. (Ti ricordi la prima volta che ci siamo visti? Manco ti conoscevo e avevo trovato il tuo cuore dentro ad una scatola di legno, ad un certo punto l'ho tirato fuori e te l'ho spinto in petto. Ricordi?)
(Ecco, a me lo ha fatto per primo cristo, ha piano piano trasformato il mio cuore, da pietra a carne viva e lo ha fatto mostrandomi il suo sanguinante e lo ha fatto anche in quel battito che mi hai passato tu quando mi hai abbracciata. E forse lì Cristo ci amava entrambi, non credi? Nel tuo battito e nel mio)
Possiamo dire di aver incontrato l'amore quando quell'incontro ci ha restituito il diritto di sentirci nuovamente umani, di sentire dentro di noi la fragilità di un cuore di carne e di sentire la libertà di cedere le difese alle quali ci aggrappiamo per non soffrire più. Noi incontriamo l'amore e la vita e il Signore ed è la stessa cosa e lo spirito nuovo che nasce non è un illusione perché l'illusione ci racconta frottole comode, no, lo spirito nuovo ti dice che tutto quello che ti è successo o che hai fatto o subito di male c'è stato, si, ma non è tutto lì. Non finisce lì, chiuso in quel sepolcro di sofferenza. Fuori, che poi è la parte più intima di noi, il nostro cuore di carne, c'è molto di più. C'è quell'incontro che ti ha cambiato la vita, che ti ha cambiato l'amore.
Fine parte 2
(Fai memoria. Fai memoria dell'incontro, della pienezza di quell'istante, di quell'abbraccio, fai memoria del bene perché, stai attento, la gabbia è il male che ci vuole tenere legati alle nostre sofferenze, al male che abbiamo subito e quello che abbiamo causato. La lotta spirituale non è facile. Fai memoria del bene. Fai memoria dell'amore. Quello ha sempre l'ultima parola. Quella è la chiave che ti apre la cella. Il male vuol far credere che abbiamo perso la chiave, il bene ci fa vedere che è saldamente nelle nostre mani. Io ho fede in te. Guarda bene quel bene nelle tue mani.)
venerdì 28 settembre 2018
Vi riconosceranno da come vi amerete (parte 1)
I sogni o diventano carne o non servono. (Non male come inizio eh?) Ti premetto che ciò che leggerai è molto fedele a ciò che ho ascoltato perché questo filosofo don Luigi maria picoco è eccezionale e non voglio ritoccare troppo le sue parole. Al massimo metterò qualcosa di mio tra parentesi.
Ok. Ripartiamo.
I santi sono coloro che hanno saputo sognare ma anche rendere carne l'inquietudine che non li faceva dormire la notte, ciò che era stato piantato nel loro cuore come un sogno, un desiderio, un'urgenza che ha bisogno di essere ascoltata e accolta.
Normalmente tutto questo, sebbene vestito di tante cose diverse, alla sua base è amore.
Ma mai come in questo periodo e in questa società l'amore è stato frainteso, venduto come un basso sentimentalismo, frainteso perché amore è ciò che io penso debba essere l'amore, perché fa parte di qualcosa di luccicante che ti sbattono in vetrina e il mondo usa spesso per confonderci con la sua superficialità. Ma l'amore non è una cosa superficiale, è la cosa più decisiva di una persona. Non è decisivo quello che hai o quello che fai. È decisivo quello che ami. E la tua felicità non dipende da quello che hai o fai ma se nella tua vita c'è amore o no. Perché potrai avere obiettivi e traguardi e alcune volte non li raggiungi e ti convinci, illudendoti, che non sei felice per quello. Ma se li raggiungi e non sei ugualmente felice come la mettiamo?
E andiamo avanti. La prossima meta. La prossima esperienza. Avanti. Ma non è avanti che troveremo quello che stiamo cercando, è fermandoci e andando invece più dentro, più a fondo. La felicità non è andare avanti ma andare dentro le cose e le relazioni e le persone.
Quando ci accorgiamo di aver l'amore? Quando avvertiamo che la nostra vita è significativa. In questo senso noi non possiamo vivere senza l'amore. E non possiamo darcelo da soli. Occorre che ci venga donato, come la vita stessa, è qualcosa che riceviamo. E qualche volta capita che chi ci doveva passare questa esperienza dell'amore ci abbia segnato. Ed ecco la ferita che ci portiamo dentro, da guarire.
(Qui, amoremio, ho incontrato Cristo che mi ha mostrato le sue ferite e mi ha detto: io sono come te. Io ti posso capire. Ma tu, miriam, non puoi guarire da sola. Lascia che ti aiuti. Lascia che ti ami, lascia che ti tiri fuori dal tuo sepolcro)
Fine parte 1
(Buonanotte, amoremio, sogna cose belle, ma se rimani sveglio [sarebbe bello parlare con te nel cuore della notte] allora accogli la tua inquietudine e chiedile senza affanno: cosa mi vuoi dire?)
Ok. Ripartiamo.
I santi sono coloro che hanno saputo sognare ma anche rendere carne l'inquietudine che non li faceva dormire la notte, ciò che era stato piantato nel loro cuore come un sogno, un desiderio, un'urgenza che ha bisogno di essere ascoltata e accolta.
Normalmente tutto questo, sebbene vestito di tante cose diverse, alla sua base è amore.
Ma mai come in questo periodo e in questa società l'amore è stato frainteso, venduto come un basso sentimentalismo, frainteso perché amore è ciò che io penso debba essere l'amore, perché fa parte di qualcosa di luccicante che ti sbattono in vetrina e il mondo usa spesso per confonderci con la sua superficialità. Ma l'amore non è una cosa superficiale, è la cosa più decisiva di una persona. Non è decisivo quello che hai o quello che fai. È decisivo quello che ami. E la tua felicità non dipende da quello che hai o fai ma se nella tua vita c'è amore o no. Perché potrai avere obiettivi e traguardi e alcune volte non li raggiungi e ti convinci, illudendoti, che non sei felice per quello. Ma se li raggiungi e non sei ugualmente felice come la mettiamo?
E andiamo avanti. La prossima meta. La prossima esperienza. Avanti. Ma non è avanti che troveremo quello che stiamo cercando, è fermandoci e andando invece più dentro, più a fondo. La felicità non è andare avanti ma andare dentro le cose e le relazioni e le persone.
Quando ci accorgiamo di aver l'amore? Quando avvertiamo che la nostra vita è significativa. In questo senso noi non possiamo vivere senza l'amore. E non possiamo darcelo da soli. Occorre che ci venga donato, come la vita stessa, è qualcosa che riceviamo. E qualche volta capita che chi ci doveva passare questa esperienza dell'amore ci abbia segnato. Ed ecco la ferita che ci portiamo dentro, da guarire.
(Qui, amoremio, ho incontrato Cristo che mi ha mostrato le sue ferite e mi ha detto: io sono come te. Io ti posso capire. Ma tu, miriam, non puoi guarire da sola. Lascia che ti aiuti. Lascia che ti ami, lascia che ti tiri fuori dal tuo sepolcro)
Fine parte 1
(Buonanotte, amoremio, sogna cose belle, ma se rimani sveglio [sarebbe bello parlare con te nel cuore della notte] allora accogli la tua inquietudine e chiedile senza affanno: cosa mi vuoi dire?)
giovedì 27 settembre 2018
Come riconosci l'amore nella tua vita?
Ho ascoltato una lezione molto importante e molto difficile. È ricca e per questo è un pasto difficile da digerire. Te ne voglio parlare, quindi, ogni giorno, ti dirò quel che ho sentito perché capita di non capire se si ha incontrato o no l'amore nella propria vita oppure ci si confonde o ci si illude.
Io, a scanso di equivoci, te lo dico subito: sì.
Capirai cosa intendo e chi e come, leggendo, avendo pazienza, non essendo geloso o invidioso, arrabbiato o deluso. Arriva fino alla fine.
Ora preparati, siediti dove vuoi, vicino o lontano, dietro una siepe, insieme alle rose, appoggiato ad un albero, seduto su un prato (ma stai attento alle primule per piacere), vicino alla fontana o alla statua che più ti piace. Sentiti in pace.
Ti amo. Cominciamo.
Io, a scanso di equivoci, te lo dico subito: sì.
Capirai cosa intendo e chi e come, leggendo, avendo pazienza, non essendo geloso o invidioso, arrabbiato o deluso. Arriva fino alla fine.
Ora preparati, siediti dove vuoi, vicino o lontano, dietro una siepe, insieme alle rose, appoggiato ad un albero, seduto su un prato (ma stai attento alle primule per piacere), vicino alla fontana o alla statua che più ti piace. Sentiti in pace.
Ti amo. Cominciamo.
Regina di nulla 👑
Sai, io non voglio indossare alcuna corona. Accettare una corona significa accettare di indossare le aspettative di qualcuno e quindi finire con una testa pesante da sostenere.
Non ti chiederò mai di soddisfare i miei ideali, le mie idee, i miei sogni perché tu non ti ritrovi con una corona scintillante ma un uomo infelice.
Come tu mi vuoi io sarò non vale neanche nei confronti di dio perché punto primo: come facciamo davvero a conoscere la sua volontà sulla nostra vita? Questa è una bella trappola di superbia eh. E quindi come agisco? Mah, guarda, cerco ogni tanto di vivere certe cose come nel vangelo e lì non c'è scritto: sii come voglio io così ti amerò. A me sembra di aver capito invece: io ti amerò e così prova ad amare anche gli altri.
E se qualcuno pensa che siamo parte di un progetto e dio è un re despota che decide secondo i suoi piani, mi vien da obiettare: il suo più grande piano è che siamo miriam e (tu) felici. Stop. Come esserlo? Ce la dobbiamo vedere noi. Nessuno chiede a nessuno di essere diverso da ciò che è e si è ripromesso di essere. Basta che almeno ogni tanto ci chiediamo: ma io sono la miriam e tu sei il tu più felici che possiamo essere? Perché è solo questo che conta. E solo questo che dio padre e re senza corona, se non di spine che ha portato per amore nostro, vuole per i propri figli.
Non ho bisogno di corone e neanche tu.
Siamo già figli amati. E si parte da qui. Sempre dall'amore. Solo dall'amore, per essere felici.
Si gridi: lunga vita a noi, nessun re e nessuna regina!
Si dica di noi: non mi pare che abbiano mai smesso di amarsi.
Non ti chiederò mai di soddisfare i miei ideali, le mie idee, i miei sogni perché tu non ti ritrovi con una corona scintillante ma un uomo infelice.
Come tu mi vuoi io sarò non vale neanche nei confronti di dio perché punto primo: come facciamo davvero a conoscere la sua volontà sulla nostra vita? Questa è una bella trappola di superbia eh. E quindi come agisco? Mah, guarda, cerco ogni tanto di vivere certe cose come nel vangelo e lì non c'è scritto: sii come voglio io così ti amerò. A me sembra di aver capito invece: io ti amerò e così prova ad amare anche gli altri.
E se qualcuno pensa che siamo parte di un progetto e dio è un re despota che decide secondo i suoi piani, mi vien da obiettare: il suo più grande piano è che siamo miriam e (tu) felici. Stop. Come esserlo? Ce la dobbiamo vedere noi. Nessuno chiede a nessuno di essere diverso da ciò che è e si è ripromesso di essere. Basta che almeno ogni tanto ci chiediamo: ma io sono la miriam e tu sei il tu più felici che possiamo essere? Perché è solo questo che conta. E solo questo che dio padre e re senza corona, se non di spine che ha portato per amore nostro, vuole per i propri figli.
Non ho bisogno di corone e neanche tu.
Siamo già figli amati. E si parte da qui. Sempre dall'amore. Solo dall'amore, per essere felici.
Si gridi: lunga vita a noi, nessun re e nessuna regina!
Si dica di noi: non mi pare che abbiano mai smesso di amarsi.
mercoledì 26 settembre 2018
Il rosario del giovedì
Vedo il tuo volto sorpreso e forse un poco deluso ma lascia che ti spieghi chi è l'uomo che tengo per mano.
Tu lo conosci già ma oggi lascia che te lo spieghi io.
Si tratta di un mistero della luce questa fraternità.
Come te, mi ha conosciuta e a suo modo mi cerca, sento che ha bisogno.
Anche lui è stanco. Anche lui è solo. E il mio maestro mi ha detto: venite a me, voi che siete stanchi e oppressi e io vi ristorerò. E quindi, siccome vi vuole amare entrambi, io non posso che fare il minimo che posso, vi prendo per mano e presto la mia umanità perché voi vi sentiate amati da lui e così siate fratelli, in competizione solo nello stimarvi a vicenda, nel volervi del bene a vicenda e nel farlo.
Oggi quindi vi sono anche sorella.
(E per favore, quando passi di qui, nel mio giardino, nella mia città, fermati, chiama il mio nome e lascia che ti corra incontro per prendermi il tuo abbraccio, perché ne ho molto bisogno sai? Non mi lasciare senza il tuo abbraccio)
Baciarti è na' favola!
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Di quella volta che la maestra ci ha detto: sono rimasti gli ultimi costumi, per voi va bene devo dire, tu caro, sarai il drago e tu cara, farai la principessa.
E poi se ne è andata. Lasciandoci soli. Occhi negli occhi.
Mai lasciarci occhi negli occhi senza interruzioni perché, a cadenza improvvisata ma a suo modo puntuale, ci innamoriamo. E facciamo follie.
Dunque dicevo. Ci siamo guardati tipo per un minuto e insieme abbiamo fatto lo stesso gesto e abbiamo detto la stessa cosa: toh.
E niente.
Alla fine alla recita tu sei stato una principessa bellissima e io il più bel drago mai visto. Molto spaventoso. Sempre stata un poco inquietante, io. Sempre stato un poco Rapunzel, tu.
Alla fine hai tentato di baciarmi ma non ci riuscivi per via della mia testa enorme e allora ci siamo scambiati i costumi ma il problema non si è risolto. Vabbe, mica ci potevamo baciare, eravamo solo bambini!
Ora siamo grandi. Niente costumi. Più o meno...
Quindi possiamo anche baciarci. CHE DICI EH?
Di quella volta che la maestra ci ha detto: sono rimasti gli ultimi costumi, per voi va bene devo dire, tu caro, sarai il drago e tu cara, farai la principessa.
E poi se ne è andata. Lasciandoci soli. Occhi negli occhi.
Mai lasciarci occhi negli occhi senza interruzioni perché, a cadenza improvvisata ma a suo modo puntuale, ci innamoriamo. E facciamo follie.
Dunque dicevo. Ci siamo guardati tipo per un minuto e insieme abbiamo fatto lo stesso gesto e abbiamo detto la stessa cosa: toh.
E niente.
Alla fine alla recita tu sei stato una principessa bellissima e io il più bel drago mai visto. Molto spaventoso. Sempre stata un poco inquietante, io. Sempre stato un poco Rapunzel, tu.
Alla fine hai tentato di baciarmi ma non ci riuscivi per via della mia testa enorme e allora ci siamo scambiati i costumi ma il problema non si è risolto. Vabbe, mica ci potevamo baciare, eravamo solo bambini!
Ora siamo grandi. Niente costumi. Più o meno...
Quindi possiamo anche baciarci. CHE DICI EH?
martedì 25 settembre 2018
Quando ti son madre
Quando ti son madre
ti confesso una mia vocazione
e tu
che una madre ce l'hai (vicina o lontana)
ti chiederai: ma che donna è questa, mai?
allora io ti dico, sempre, che non hai solo sogni da realizzare e obiettivi da raggiungere, questa è una mentalità squisitamente maschile
hai anche nodi da sciogliere.
Non li ignorare.
Lascia che ti mostri la donna che abita il mio giardino da un po' di tempo a questa parte: per me lei è bellissima e le voglio assomigliare.
Non so che accade nel corpo di un uomo quando la vede e io dico: guardala voglio essere bella come lei, rosa profumatissima e sole che sorge
forse perderai il tuo desiderio su di me
ma so cosa accadrà al tuo cuore: si aprirà, come un fiore
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ti confesso una mia vocazione
e tu
che una madre ce l'hai (vicina o lontana)
ti chiederai: ma che donna è questa, mai?
allora io ti dico, sempre, che non hai solo sogni da realizzare e obiettivi da raggiungere, questa è una mentalità squisitamente maschile
hai anche nodi da sciogliere.
Non li ignorare.
Lascia che ti mostri la donna che abita il mio giardino da un po' di tempo a questa parte: per me lei è bellissima e le voglio assomigliare.
Non so che accade nel corpo di un uomo quando la vede e io dico: guardala voglio essere bella come lei, rosa profumatissima e sole che sorge
forse perderai il tuo desiderio su di me
ma so cosa accadrà al tuo cuore: si aprirà, come un fiore
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Comincio da qui
Comincio da qui
comincio di nuovo
non smetto mai
sono una montagna russa
difficile da scalare
allora posso solo chiederti: hai ancora voglia di salire?
Qui troverai solo Luce e colori
metto al bando le parole che ti hanno ferito
non voglio usarle mai più
anche quando litigheremo
non userò più le mie lame su di te
perché voglio che entrando nel mio cerchio fiorito
tu possa solo attingere a profumi che ti possano offrire uno spazio in cui sederti e trovare ristoro dalle fatiche
se dovessi tacere tu lascia correre
o corri qui, da me, per tenermi le mani mentre sto zitta
perché la cosa più bella che sto imparando amandoti è la mia fragile ferita bisognosa d'amore e di te.
(Mancatuttomancatanto)
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comincio di nuovo
non smetto mai
sono una montagna russa
difficile da scalare
allora posso solo chiederti: hai ancora voglia di salire?
Qui troverai solo Luce e colori
metto al bando le parole che ti hanno ferito
non voglio usarle mai più
anche quando litigheremo
non userò più le mie lame su di te
perché voglio che entrando nel mio cerchio fiorito
tu possa solo attingere a profumi che ti possano offrire uno spazio in cui sederti e trovare ristoro dalle fatiche
se dovessi tacere tu lascia correre
o corri qui, da me, per tenermi le mani mentre sto zitta
perché la cosa più bella che sto imparando amandoti è la mia fragile ferita bisognosa d'amore e di te.
(Mancatuttomancatanto)
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