Utile a tutti.
Ma dedicata ad un amico speciale.
Le stelle a cosa servono? Al pescatore che si è perso e guarda il cielo per vedere il nord. Non c'è scritto che farà della sua vita, ma c'è la stella polare che indica la strada per tornare a casa. Bisogna essere pratici, la vita spirituale è una cosa concreta. Non rimane solo nella nostra testa.
Noi ci siamo svegliati questa mattina perché abbiamo una stella che ci ha fatto svegliare, cioè un motivo.
Quando andiamo in crisi? Quando lo perdiamo questo motivo.
Cosa fare? Trovare il coraggio di rientrare in noi stessi. Ma abbiamo paura di farlo perché solitamente accade qualcosa di traumatico e molto spesso sperimentiamo il buio e se proviamo a fare luce, scopriamo il caos che vi abita e tante cose di noi che non ci piacciono. E allora dentro di noi è più un vaso di pandora che un cielo stellato
Mai scoperchiare noi stessi! La maggior parte della vita la viviamo fuori da noi stessi. "Convertirci" cambiare non significa comportarci bene ma significa tornare in noi stessi. Le crisi esterne sono in realtà una mancanza di interiorità e di vita spirituale che non significa snocciolare preghiere e rosari se questi vengono usati come evasione dal reale, significa capire e sperimentare che siamo templi del reale e dentro di noi abita la divinità, l'amore (nel caso di un cristiano, abita Cristo)
E come si fa? La preghiera più difficile per un cristiano è stare dieci minuti in completo silenzio. Dopo solo qualche istante il mondo cerca di invadere la mente. In quel silenzio stai esplorando il buio. (Io l'ho fatto. Gratuitamente, verso dicembre dello scorso anno, una settimana sono andata, vuota, senza alcuna aspettativa, a fare questo tipo di preghiera di fronte a cristo. Ed ecco in quel buio egli ha seminato un desiderio grandissimo e per me inconcepibile: comprare casa. Da sola. Non è che uscendo BAM idea nuova. Tutti gli avvenimenti immediatamente successivi si sono svolti in maniera così rapida nella mia vita che mi hanno portata dopo soli tre mesi, ad abitare una casa tutta mia. E qui ti dico che non solo mi ha fatto un regalo gigante nel momento della preghiera, ma stava già preparando il cammino per me in quel senso quando quel giorno di due mesi prima mi è stato chiesto: come vedi casa tua e come ti vedi tu? Disegna la tua casa. A ripensarci mi vengono le lacrime agli occhi sia perché l'amore e la cura di dio nei confronti della mia vita sono meravigliosi e sempre presenti soprattutto quando non chiedo nulla, sia perché tu, voi, siete stati tramite e strumento meraviglioso di questo mio cambiamento di vita. Vedi quindi quanto siete importanti per me? Vedi perché nessuno è mai abbandonato da dio/padre? Dobbiamo solo permettergli di agire ogni tanto con la sua grazia nella nostra vita)
Se lo fai, rimani fedele una settimana in questo buio, in questo silenzio ed ad un certo punto il silenzio vi rivelerà qualcosa. È come abituare l'occhio al buio che all'inizio senza luce rimani fermo ma poi piano piano l'occhio si abitua e ad una ad una si rivelano le stelle dentro.
Quello che devi fare ora è cominciare seriamente a vagliare queste stelle e capire quali sono i veri desideri e quali i capricci, quali sono le aspettative degli altri. E quando sarai tornato in te stesso capirai che tutti agiamo in funzione di quel desiderio specifico (per es sentirmi amato) e che tutto il giorno diciamo e facciamo cose per realizzare quel desiderio. A quel punto possiamo imparare a gestire questo bisogno oppure farci accecare dalla stella e farla diventare un'ossessione.
Se non impari a scegliere le stelle buone per la tua vita non sarai felice.
E benedette siano tutte le crisi esteriori che ti capitano! Sono benedizioni, occasioni per rientrare dentro te stesso e ricominciare a capire che direzione prendere.
(Coraggio, allora, non sei solo anche se questo è un cammino che devi intraprendere da solo. Ma lungo lo stesso, incontrerai chi ti aiuterà, come è successo a me con te, con voi. E se ti dico io per te ci sono, non dico le solite cazzate. Io già ti vivo come amico. Chiamami, scrivimi, fai come ti pare. Sappi che basta, Miriam, possiamo parlare?)
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