I sogni o diventano carne o non servono. (Non male come inizio eh?) Ti premetto che ciò che leggerai è molto fedele a ciò che ho ascoltato perché questo filosofo don Luigi maria picoco è eccezionale e non voglio ritoccare troppo le sue parole. Al massimo metterò qualcosa di mio tra parentesi.
Ok. Ripartiamo.
I santi sono coloro che hanno saputo sognare ma anche rendere carne l'inquietudine che non li faceva dormire la notte, ciò che era stato piantato nel loro cuore come un sogno, un desiderio, un'urgenza che ha bisogno di essere ascoltata e accolta.
Normalmente tutto questo, sebbene vestito di tante cose diverse, alla sua base è amore.
Ma mai come in questo periodo e in questa società l'amore è stato frainteso, venduto come un basso sentimentalismo, frainteso perché amore è ciò che io penso debba essere l'amore, perché fa parte di qualcosa di luccicante che ti sbattono in vetrina e il mondo usa spesso per confonderci con la sua superficialità. Ma l'amore non è una cosa superficiale, è la cosa più decisiva di una persona. Non è decisivo quello che hai o quello che fai. È decisivo quello che ami. E la tua felicità non dipende da quello che hai o fai ma se nella tua vita c'è amore o no. Perché potrai avere obiettivi e traguardi e alcune volte non li raggiungi e ti convinci, illudendoti, che non sei felice per quello. Ma se li raggiungi e non sei ugualmente felice come la mettiamo?
E andiamo avanti. La prossima meta. La prossima esperienza. Avanti. Ma non è avanti che troveremo quello che stiamo cercando, è fermandoci e andando invece più dentro, più a fondo. La felicità non è andare avanti ma andare dentro le cose e le relazioni e le persone.
Quando ci accorgiamo di aver l'amore? Quando avvertiamo che la nostra vita è significativa. In questo senso noi non possiamo vivere senza l'amore. E non possiamo darcelo da soli. Occorre che ci venga donato, come la vita stessa, è qualcosa che riceviamo. E qualche volta capita che chi ci doveva passare questa esperienza dell'amore ci abbia segnato. Ed ecco la ferita che ci portiamo dentro, da guarire.
(Qui, amoremio, ho incontrato Cristo che mi ha mostrato le sue ferite e mi ha detto: io sono come te. Io ti posso capire. Ma tu, miriam, non puoi guarire da sola. Lascia che ti aiuti. Lascia che ti ami, lascia che ti tiri fuori dal tuo sepolcro)
Fine parte 1
(Buonanotte, amoremio, sogna cose belle, ma se rimani sveglio [sarebbe bello parlare con te nel cuore della notte] allora accogli la tua inquietudine e chiedile senza affanno: cosa mi vuoi dire?)
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