sabato 29 settembre 2018

Vi riconosceranno da come vi amerete (parte 2)

Tu puoi dire di aver incontrato l'amore quando ti senti vivo: ti sentivi come morto e l'incontro con una persona, un amico, una situazione, qualcosa che hai letto o che hai visto, quel qualcosa l'hai toccato e hai avvertito di essere vivo.
Quel qualcosa ti resuscita dal tuo sepolcro. E nessuno può essere così presuntuoso da poter dire che non ha mai provato quei dieci minuti in cui con quella persona etc non si sia sentito rivivere. È così vero che abbiamo fatto questa esperienza così intensa che poi ci diamo dei cretini e cominciamo a convincerci che quella non era la realtà, ma solo una bellissima fantasia e tutto il resto del tempo è la realtà. E invece è l'esatto contrario, quei dieci minuti sono la realtà, quella più autentica.
Il problema quindi qual è?
È che noi non ci sentiamo sempre amati, non ci sentiamo sempre vivi, ma noi lo siamo e siamo sempre amati.
E quando fai quell'esperienza dell'essere vivo, fosse anche per un secondo, sai che non sei fatto per quel sepolcro. Quello NON è il tuo destino. Quel sepolcro è il nostro cuore, pietra indurita dalle delusioni e dalle illusioni. Cuore che si protegge e non vuole più essere ferito. (Ti ricordi la prima volta che ci siamo visti? Manco ti conoscevo e avevo trovato il tuo cuore dentro ad una scatola di legno, ad un certo punto l'ho tirato fuori e te l'ho spinto in petto. Ricordi?)
(Ecco, a me lo ha fatto per primo cristo, ha piano piano trasformato il mio cuore, da pietra a carne viva e lo ha fatto mostrandomi il suo sanguinante e lo ha fatto anche in quel battito che mi hai passato tu quando mi hai abbracciata. E forse lì Cristo ci amava entrambi, non credi? Nel tuo battito e nel mio)
Possiamo dire di aver incontrato l'amore quando quell'incontro ci ha restituito il diritto di sentirci nuovamente umani, di sentire dentro di noi la fragilità di un cuore di carne e di sentire la libertà di cedere le difese alle quali ci aggrappiamo per non soffrire più. Noi incontriamo l'amore e la vita e il Signore ed è la stessa cosa e lo spirito nuovo che nasce non è un illusione perché l'illusione ci racconta frottole comode, no, lo spirito nuovo ti dice che tutto quello che ti è successo o che hai fatto o subito di male c'è stato, si, ma non è tutto lì. Non finisce lì, chiuso in quel sepolcro di sofferenza. Fuori, che poi è la parte più intima di noi, il nostro cuore di carne, c'è molto di più. C'è quell'incontro che ti ha cambiato la vita, che ti ha cambiato l'amore.
Fine parte 2
(Fai memoria. Fai memoria dell'incontro, della pienezza di quell'istante, di quell'abbraccio, fai memoria del bene perché, stai attento, la gabbia è il male che ci vuole tenere legati alle nostre sofferenze, al male che abbiamo subito e quello che abbiamo causato. La lotta spirituale non è facile. Fai memoria del bene. Fai memoria dell'amore. Quello ha sempre l'ultima parola. Quella è la chiave che ti apre la cella. Il male vuol far credere che abbiamo perso la chiave, il bene ci fa vedere che è saldamente nelle nostre mani. Io ho fede in te. Guarda bene quel bene nelle tue mani.)

Nessun commento:

Posta un commento